In Italia spariscono più di 300 auto al giorno: ecco le 3 polizze per proteggersi

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Tredici automobili sparite ogni ora. Per un totale giornaliero di 312 vetture rubate. Sono i dati ufficiali forniti dalla Polizia di Stato (che ha raccolto tutte le denunce) riguardo il “business” dei furti d’auto nel 2105. Anno che ha visto un totale di auto rubate di 114.121 a fronte delle 120.495 sottratte nel 2014.

La situazione per tipologia e numero di auto rubate è eterogenea, con differenze significative da regione a regione, ma le utilitarie continuano ad essere le preferite dai ladri, specialmente quelle del gruppo FCA. In testa c’è la Fiat Panda: da gennaio a dicembre, sono state 11.632 quelle prese di mira dai topi d’auto, con una percentuale di ritrovamenti del 56%.

Vediamo ora, dal punto di vista assicurativo, quali sono le contromisure che si possono prendere, per tuterlarsi da questi delinquenti.

FURTO INCENDIO. E’ la classica formula abbinata alla RC Auto: il suo risarcimento si basa sul valore commerciale della vettura nel momento del “fattaccio”. Ciò vuol dire che, anche dopo appena tre anni, la cifra che ci si vede effettivamente restituire rischia di essere la metà di quella sborsata. E se la somma che si recupera non basta a coprire il debito residuo – nel caso in cui si abbia un prestito auto in corso -, per chi sta pagando le rate sono dolori.

VALORE A NUOVO. Le polizze che invece restituiscono tutto sono di due tipi: quelle definite “valore a nuovo” e le cosiddette “gap” (vedi pagagrafo successivo). Entrambe hanno l’obiettivo di permettere all’automobilista il recupero di quanto aveva sborsato per la vettura nuova in caso di furto, incendio o danno che ne comporti la distruzione. Mentre le prime, in genere, durano da 6 a 24 mesi, le seconde – se la casa lo contempla – possono venire aggiunte a integrazione di quanto rimborsa la polizza furto incendio e sono attive anche 4 anni dopo l’acquisto.

Le assicurazioni con valore a nuovo rimborsano l’importo pagato per l’auto (optional inclusi) e indicato nella fattura d’acquisto. Questa formula non si traduce nella consegna di un assegno o di un accredito in banca, bensì nell’ordine di una nuova vettura che costi almeno quanto quella vecchia (cedendo al commerciante la proprietà del rottame). A incassare il risarcimento sarà il venditore; l’automobilista dovrà accollarsi, in base al contratto, le spese di immatricolazione e la differenza prevista dallo scoperto.

In genere queste polizze vengono proposte per l’acquisto di vetture nuove, meno spesso per quelle usate (con limiti di anzianità o di durata delle rate).

GAP. Per tutelare ancor meglio i propri clienti, alcune case propongono di stipulare, oltre alla polizza che rimborsa secondo la formula valore a nuovo, anche un’assicurazione aggiuntiva: la gap. Questa copertura è più cara, ma dura più a lungo e consente spesso di garantirsi per tutta la durata del finanziamento, colmano la differenza (il “gap” appunto”) tra la somma rimborsata dalla polizza principale e il prezzo dell’auto quando era nuova.

Per informazioni su polizze Rca comprensive di furto incendio, vai alla pagina Contatti.

 

 

 

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Terremoto, auto distrutta: come limitare i guai

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Il paese è sotto choc per il terremoto del 24 agosto scorso nel centro Italia, che ha causato più di 290 vittime. Nella tragedia, trovano spazio anche i problemi che riguardano i proprietari delle auto danneggiate: ecco che cosa fare per limitare i guai.

QUATTRO PUNTI DA CONOSCERE:

  • La polizza Rca obbligatoria non dà automaticamente diritto al risarcimento per i danni da sisma, rimborsati dalla compagnia solo se il veicolo è coperto dalla polizza accessoria e facoltativa “Eventi Naturali” e purchè la voce-terremoto sia  inserita nel contratto.
  • Se l’auto è recuperabile, a Rca può essere sospesa fino a 18 mesi, per poi riattivarla quando si ricomincerà a circolare. Il periodo pagato e non goduto è salvo.
  • La legge prevede che il cliente faccia domanda di sospensione all’assicurazione con la restituzione alla compagnia del certificato assicurativo (più l’eventuale carta verde). In realtà, molte imprese sospendono la Rca anche dietro semplice richiesta.
  • L’auto non è recuperabile? La Rca termina. La classe di merito verrà conservata per cinque anni: se si compra un’altra macchina entro quel lasso di tempo, la classe sarà quella vecchia, e non la più costosa categoria d’ingresso (la quattordicesima).

Il presente articolo è tratto dalla rivista Al Volante, numero di Ottobre 2016, pagina 7.

 

Rc Auto: qui casca l’asino!

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La domanda che tutti dovrebbero porsi, prima di scegliere la polizza RC Auto, è la seguente: mi interessa pagare il meno possibile oppure mi interessa essere rimborsato in caso di incidente? Perchè dalla risposta a questo interrogativo dipenderà la scelta dell’assicurazione a cui affidarsi.

Se l’obiettivo è pagare il meno possibile, la strada più corta è quella di sottoscrivere la Responsabilità Civile Auto con una delle numerose compagnie online, quasi sempre più economiche rispetto alle assicurazioni tradizionali. Ma come si dice.. qui casca l’asino!

Già, perchè spesso si pensa che le Rc Auto, essendo polizze obbligatorie per legge, siano tutte uguali, cioè diano una garanzia minima uguale per tutti, ma non è così.

Senza scendere nei dettagli, vi do un piccolo suggerimento: prima di rinnovare la vostra Rc Auto, andatevi a leggere il Fascicolo Informativo (lo so, è una scocciatura, ma in caso di incidente può cambiare la vita), più precisamente cercate la voce “Rivalsa”. Se la vostra compagnia rinuncia al diritto di rivalsa, potete salire in auto tranquilli, perchè in caso di sinistro siete tutelati. Se al contrario la compagnia “ha diritto di esercitare la rivalsa nei confronti dell’assicurato per il recupero delle somme pagate”, è giusto che vi preoccupiate, perchè ci saranno parecchie situazioni in cui l’assicuratore non pagherà (o meglio, lo farà e poi avrà diritto di chiedervi indietro i soldi).

Questi i casi statisticamente più frequenti, in cui scatta il diritto alla rivalsa:

  1. trasgressioni gravi al Codice della Strada, come ad esempio montare gomme lisce o comunque non conformi;
  2. un passeggero apre lo sportello durante la sosta e causa un danno a un motociclista che sopraggiunge;
  3. passeggeri (anche posteriori) senza cintura di sicurezza subiscono danni fisici a seguito di incidente per responsabilità del conducente;
  4. il conducente guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico eccedente 0,5 g/l (può bastare un bicchiere di vino) e provoca un incidente stradale;
  5. circolazione con patente scaduta o senza patente;
  6. circolazione con revisione scaduta.

L’elenco sarebbe lungo e non è mia intenzione dilungarmi su altri esempio. Vi basti sapere che se una polizza costa 100 euro in meno rispetto ad un’altra, spesso c’è un motivo.

Per informazioni o preventivi Rc Auto, vai alla pagina Contatti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Associazione delle Assicurazioni: 90.000 invalidi permanenti gravi nel solo 2012 in Italia

La buona notizia è che le assicurazioni (stando ai numeri forniti dall’ANIA) hanno rilevato 2.600.000 incidenti automobilistici nell’intero 2012, cioè il 15% in meno rispetto al 2011.

La cattiva notizia è che questi sinistri hanno avuto come conseguenza 730.000 fra decessi e feriti, con 90.000 invalidi permanenti gravi. Avete letto bene, 90.000, un numero talmente elevato che nemmeno San Siro, lo stadio più grande d’Italia, potrebbe contenere.

Ora, questo post non vuole certo sostenere che una telefonata (all’assicuratore) salva la vita, ma di sicuro la salva (dal punto di vista economico) al resto della famiglia, nel momento in cui perde uno dei portatori di reddito.

Quanto costa una polizza che contenga sia il caso morte che le invalidità gravi? 

Ecco alcuni esempi, calcolati in base alle tabelle di un’affermata compagnia assicurativa italiana, per una polizza di durata fissa 5 anni:

  • Premio Unico Anticipato 270 euro: 25.000 € Morte e 50.000 Invalidità Permanente;
  • Premio Unico Anticipato 540 euro: 50.000 € Morte e 100.000 Invalidità Permanente;
  • Premio Unico Anticipato 810 euro: 75.000 € Morte e 150.000 Invalidità Permanente.

Prendiamo il secondo caso, quello in cui con 540 euro una tantum ci assicuriamo per 50 e 100.000 euro rispettivamente contro Decesso e Invalidità Permanente: se dividiamo questo importo per la durata (in mesi) della polizza, cioè 60, scopriamo che una polizza di questo tipo costa 9 euro al mese tondi tondi. Questo per dire che, se c’è la volontà di assicurarsi e un po’ di attenzione nella ricerca, si possono fare ottimi affari anche nel settore assicurativo.