Il garante di un finanziamento è libero di accedere al credito?

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Se faccio da garante per un mutuo – o per un prestito – posso a mia volta chiedere un finanziamento? Oppure la firma a garanzia mi creerà impedimenti? Domande gettonatissime tra i futuri fideiussori.

La risposta sta a metà strada.

Il garante potrà avere accesso al credito se si avverano le seguenti condizioni:

  1. il mutuo – o il prestito – per il quale si è prestata la garanzia deve essere pagato bene, cioè con regolarità (una o due rate pagate in ritardo sono sufficienti per spedire nella lista dei “cattivi pagatori” sia l’intestatario che il garante);
  2. naturalmente devono essere rispettati i tempi di pagamento anche di eventuali altri impegni assunti;
  3. il reddito percepito dal garante è sufficientemente capiente da contenere una nuova rata, da affiancare a quelle già presenti. E qui si entra nel campo della discrezionalità delle banche e delle finanziarie a concedere credito.

In linea generale – e fatto salvo quanto scritto ai punti 1 e 2 – si può affermare che mettere una firma a garanzia oggi non crea particolari impedimenti se un domani si vuole accedere al credito al consumo, per acquistare ad esempio un elettrodomestico, un’auto o l’arredamento.

Discorso diverso se in futuro si intende sottoscrivere un mutuo o un prestito personale: in quel caso è da mettere in conto che l’istituto di credito, valutata l’eccessiva esposizione del soggetto richiedente, possa richiedere un garante. Vorrà dire che la persona a cui oggi abbiamo fatto da garante, domani avrà l’opportunità di ricambiare il favore..

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Accade spesso ai richiedenti mutuo di sentirsi rispondere dalla banca: “Sì, ma serve una firma a garanzia”. Solitamente, quella dei genitori.

Se dovessi fare una graduatoria delle cosiddette FAQ (Frequently Asked Questions, ovvero le domande poste più frequentemente, in questo caso dai candidati garanti), al primo posto ci sarebbe questa: “Ma se accetto di fare il garante, la banca può prendersi anche la mia casa (intesa come quella di proprietà dei fideiussori)?

Io in genere rispondo così: “La banca mette ipoteca sull’immobile di suoi figlio/a, non sulla sua” (*). Questo per dire che, in caso di default del mutuatario (cioè se smette di pagare le rate), la banca proverà a recuperare il suo credito rivalendosi in primo luogo sull’abitazione che ha finanziato e ipotecato. A meno che, naturalmente, il garante non faccia da garante (cioè quello per cui è stato chiamato a firmare) e quindi accetti di sostitursi al mutuatario nel pagamento delle rate.

Esaminiamo però un altro caso, quello in cui l’immobile finisce all’asta ma il ricavato non è sufficiente ad estinguere il debito maturato con la banca. Può accadere quando si è stipulato un mutuo al 100% e in seguito l’appartamento si è deprezzato più velocemente rispetto all’ammortamento del mutuo. Cosa succede in questo caso? L’istituto di credito cercherà di colmare questa differenza pignorando un quinto dello stipendio al mutuatario o in alternativa al fideiussore.

Appigliarsi all’immobile di proprietà del garante (e qui torniamo alla domanda iniziale) è l’extrema ratio: in linea teorica non si può escludere, ma in 13 anni di attività non l’ho mai visto. D’altronde il codice civile parla chiaro: “la fideiussione non può eccedere ciò che è dovuto dal debitore” (art. 1941. Limiti della fideiussione). Per concludere, è difficile pensare che una o più trattenute in busta paga e/o la vendita forzata di un immobile non siano sufficienti a mettersi in pari.

(*) esistono anche mutui erogati con l’estensione ipotecaria, ovvero con l’ipoteca su due immobili, ma sono rarità e vengono comunque concordati preventivamente con il cliente.

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Capita spesso, nell’attività di consulenza creditizia, di sentirsi domandare se i fideiussori di un finanziamento  ipotecario (detti anche “garanti”) potranno in futuro – quando il debito residuo del mutuo sarà più basso oppure  quando la posizione lavorativa e reddituale dei mutuatari sarà più solida – liberarsi dall’impegno assunto in sede di stipula.

Ebbene, la risposta è “no”. I garanti, a meno che non siano intervenuti extra atto (e ciò lo si verifica leggendo il testo contrattuale), restano tali fino alla restituzione dell’intera somma mutuata. All’argomento “Dell’estinzione della fideiussione” sono dedicati peraltro gli articoli 1955-57 del Codice Civile.

Una soluzione alternativa può essere quella della sostituzione del mutuo ipotecario (oppure della surrogazione, nel caso si tratti di un’operazione prima casa). In questo caso, è sufficiente presentare la nuova domanda di finanziamento senza la presenza dei garanti, argomentandola col fatto che la situazione reddituale e/o patrimoniale dei mutuatari è migliorata rispetto a quando acquistarono casa: se la delibera dell’istituto di credito sarà positiva, il gioco è fatto, e i fideiussori liberati dal loro impegno.

Restando in tema di “garanti”, cosa accade quando questi si sostituiscono al mutuatario nel pagamento del mutuo? Quando ciò si verifica, i fideiussori hanno la possibilità di rivalersi nei confronti del debitore che aveva contratto il debito e successivamente non era stato in grado di onorare all’impegno preso. I modi per recuperare il denaro – per chi ha adempiuto all’obbligazione del debitore in seguito a una fideiussione – sono due: l’azione in via surrogatoria (essendo surrogato nei diritti del creditore nei confronti del debitore) o l’azione di regresso. Sono due alternative non compatibili, il fideiussore deve sceglierne una prima di intentare azione legale nei confronti del debitore. Nel primo la fideiussione permette di pretendere gli interessi dal momento in cui è scaduto il termine di pagamento. Mentre nel secondo caso si possono solo pretendere gli interessi dal giorno in cui il fideiussore ha pagato al creditore. Un particolare tipo di fideiussione è la “fideiussione omnibus” con cui il fideiussore si obbliga a garantire i debiti presenti e anche futuri del debitore; visto il rischio a cui può essere soggetta questa fideiussione la legge stabilisce che sia valida solo se è stato stabilito un importo massimo garantito.

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