L’Immobiliare Bandini (Forlì) lancia l’operazione “Casa Garantita”

Nella foto: l’agente immobiliare Gabriele Bandini (a sinistra) e l’acquirente Walter Fiore (a destra), con l’assicurazione casa in mano.

Piccole grandi soddisfazioni del mio lavoro. Gabriele Bandini è un’agente immobiliare di Modigliana (con una sede anche a Forlì) che ha scelto di offrire ai suoi clienti un’opportunità in più, cioè metterli in contatto con un consulente – nella fattispecie il sottoscritto – che li sappia consigliare su come assicurare correttamente la propria abitazione: la casa, come si dice, è l’investimento più importante nell’arco di una vita, e come tale va trattato. Non esiste infatti buon investimento che non sia accompagnato dalle giuste garanzie.

E’ quindi una gioia vedere un ragazzo come Walter Fiore (nella foto) acquistare casa e scegliere di assicurarla con Allianz, la principale compagnia per la quale lavoro. Così come sarà un piacere seguire il cliente negli anni a venire, in modo da garantirgli una polizza sempre aggiornata, in base alle sue esigenze.

Gli inglesi la chiamano “win-win situation”, cioè una situazione vantaggiosa per tutti: per l’agenzia immobiliare (che si distingue offrendo un servizio professionale e pertinente), per il cliente (che beneficia di una consulenza, peraltro gratuita) e infine per il consulente assicurativo (che ha l’opportunità di acquisire un nuovo cliente).

 

 

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6 euro al mese per proteggersi dai ladri in provincia di Forlì Cesena, solo 4 a Ravenna

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Non vorrei fare l’avvocato del Diavolo, ma credo sia giunto il momento di spezzare una lancia in favore delle polizze contro i furti in casa.

Partiamo dai dati – allarmanti – diffusi recentemente dal Censis, che hanno avuto ampio risalto su tutti i quotidiani locali (clicca qui per leggere gli articoli pubblicati dal Resto del Carlino o da Forlì Today): nella provincia di Forlì Cesena i furti sono aumentati del 312% nell’ultimo decennio, primato assoluto in Italia. Non se la passa meglio la provincia di Ravenna, che con i suoi 7 furti per ogni 1.000 residenti si piazza al quarto posto della graduatoria nazionale.

A fronte di questa esplosione di reati, ci si può immaginare che il costo delle polizze assicurative sia schizzato alle stelle,  e invece..

Invece, se faccio due conti, scopro che per garantire un appartamento di 100 mq a Forlì sono sufficienti 6 euro al mese, a Ravenna addirittura 4 euro.

Visto l’aria che tira, è un piccolo investimento che vale la pena considerare, almeno fino a quando l’allarme sicurezza non sarà rientrato in limiti accettabili.

Perché serve

Lo sapevi?

  • In Italia ogni 3 minuti si verifica un furto in un appartamento con un danno medio di 4.000€ (fonte Ministero dell’Interno; Indagine Istat 2012 sulla sicurezza dei cittadini);
  • Spesso si sottovalutano i danni che i ladri provocano in casa durante un furto, come ad esempio il danneggiamento di mobili, porte e finestre.

Per informazioni o per sottoscrizione polizza, vai alla pagina Contatti.

 

 

 

Come buttare 20 euro nel cestino, con un libretto Unicredit Banca

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Che fare, se dal fondo di un cassetto salta fuori un libretto di risparmio dimenticato lì da anni e contenente poche decine di euro? Sicuramente, non recarsi in banca per chiuderlo. Cioè quello che ha fatto, pochi giorni fa, una mia cliente di Forlì.

La quale, invitata da Unicredit a recarsi in agenzia per adempiere all’Adeguata verifica della clientela (decreto legislativo 231/2007), porta con sé il suo libretto, inutilizzato dal maggio del 2005 (quando prelevò 100 euro e lasciò in deposito appena 21 euro e 73 centesimi), decisa a chiuderlo.

“Non c’è problema”, risponde la solerte impiegata Unicredit. Che in men che non si dica aggiunge sei nuovi movimenti al libretto e porta il saldo finale a 0 euro tondi.

Poi conclude: “Signora, le interessa aprire un conto corrente qui da noi?”, senza accorgersi che la cliente era già scappata a gambe levate.

Nota dello scrivente: io ho provato a capire quali fossero le spese addebitate, ma ahimè le causali riportate a fianco di ogni movimento (per la precisione: SMI e SRE) erano indecifrabili, in quanto non comprese nella legenda stampata sul libretto. I misteri delle banche italiane..     

Riqualificazione energetica: ancora 7 settimane di tempo per dare una sforbiciata alle proprie tasse; e chi non ha liquidità, chieda un prestito

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Il decreto legge n. 63/2013 ha prorogato al 31 dicembre 2013 la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Inoltre, lo stesso decreto ha innalzato dal 55% al 65% la percentuale di detraibilità delle spese sostenute nel periodo che va dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del decreto) al 31 dicembre 2013. Dal 1° gennaio 2014 (per i condomini dal 1° luglio 2014) l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale del 36% prevista per le spese di ristrutturazioni edilizie.

Tradotto: chi ancora non ha provveduto a riqualificare la propria abitazione dal punto di vista energetico, ha ancora 7 settimane a disposizione per farlo; dopodiché, dovrà dire addio ad una agevolazione più unica che rara. Eh già, perché una detraibilità al 65% vuole dire che, ogni 10.000 euro spesi, 6.500 euro verranno recuperati, nell’arco di 10 anni.

Una condizione talmente vantaggiosa che, pur di non lasciarsela sfuggire, converrebbe addirittura domandare un prestito personale.

Facciamo due conti: se una famiglia prende 10.000 euro di prestito finalizzato alla riqualificazione dell’immobile, ad un tasso del 9,96% (media stimata oggi in Italia) e con una durata di 84 rate (7 anni), pagherà una rata di 180 euro al mese (arrotondata per eccesso). Ciò significa che in 7 anni verserà alla banca 5.000 euro circa di interessi. Una cifra inferiore ai 6.500 che invece andrà e recuperare grazie a questo straordinario incentivo.

Morale della favola: piuttosto che lasciarsi sfuggire questa opportunità, che – ripeto – sarà disponibile per altre 7 settimane, converrebbe chiedere un prestito personale. Sempre che venga concesso, è evidente.

Questi gli interventi interessati:

  • Riqualificazione energetica di edifici esistenti (valore massimo della detrazione fiscale 100.000 euro);
  • Interventi sugli involucri degli edifici (max. 60.000 euro);
  • Installazione di pannelli solari (max. 60.000 euro);
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (max. 30.000 euro).

“Una casa alle giovani coppie” (parte seconda): nella rossa Emilia Romagna un pannello solare vale più di un bambino

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“Una casa alle giovani coppie”, preferibilmente senza figli.

Col senno di poi, sarebbe stato questo il titolo più adatto del bando regionale che si è chiuso il 12 settembre e che metteva a disposizione dei richiedenti un minimo di 20.000 euro per l’acquisto della casa.

Del fatto che, su 413 domande complessive, dalla Romagna (cioé dalle provincie di Forlì Cesena, Rimini e Ravenna) ne siano arrivate appena 46, abbiamo già scritto nel post della settimana scorsa.

Ma che di questi 46 nuclei familiari romagnoli, 34 siano senza figli e solo 12 con, beh, questo è un dato impressionante. Ma non casuale.

Chi avesse voglia di leggersi il bando scoprirebbe che l’importo del contributo di 20.000 euro sarebbe stato aumentato di 3.000 euro in caso di alloggio realizzato con tecniche costruttive rispettose dell’ambiente e del risparmio energetico (delibera dell’Assemblea Legislativa n. 156/2008) e di ulteriori 2.000 euro per le famiglie con almeno un figlio.

Ciò significa che:

  • Visto che 3.000 euro sono più di 2.000 euro (dato inconfutabile), per la Regione è più importante prendere sotto braccio determinate società edili (molte cooperative) che hanno costruito abitazioni con certi requisiti anziché privilegiare le famiglie con figli (che spesso sono proprio quelle che, per necessità, devono acquistare abitazioni meno “performanti” dal punto di vista energetico);
  • Allo stesso tempo chi ha confezionato il bando ritiene evidentemente che un incentivo di 2.000 euro ai genitori con figli sia sufficiente a dargli pari opportunità (finanziariamente parlando) rispetto a chi bambini non ne ha. Roba da matti.

E i risultati sono lì a testimoniarlo: l’elenco delle richieste di contributo conta esattamente 413 nominativi; di questi, come detto, solo una dozzina giungono da genitori con figli che abitano in Romagna (6 sono a Forlì, 2 a Faenza e 4 a Rimini e provincia).

Su un francobollo sovietico anni ’50 c’era scritto: “Grazie, caro Stalin, per i nostri bambini felici”. Nelle terre rosse dell’Emilia Romagna ci si è dimenticati anche di quello.

“Una casa alle giovani coppie” (parte prima): dalla Romagna poche richieste; a Forlì è atteso il tosaerba di Nonno Pig

Il 12 settembre la Regione Emilia Romagna ha pubblicato nomi e cognomi di chi ha richiesto il contributo attraverso il bando “Una casa alle giovani coppie ed altri nuclei famigliari”. In tutto, sono 413, consultabili sul sito http://www.accasiamoci.it.

Il primo dato che colpisce è la disparità tra Emilia e Romagna. Da quest’ultima area sono giunte solamente 46 richieste su 413, pari all’11% esatto, così ripartite: 18 domande dalla provincia di Forlì Cesena, 14 da Rimini e 14 da Ravenna. E dire che la Romagna, in termini di popolazione assoluta, pesa per il 25% sul totale della Regione (dato Istat aggiornato all’1 gennaio 2013).

Sicuramente ha inciso, sull’esito finale, il fatto che nelle aree terremotate dell’Emilia si potesse presentare richiesta di contributo dal 6 giugno 2013 fino al 3 settembre 2013, mentre nel resto della Regione tutte le domande avrebbero dovute essere inviate nella giornata del 3 settembre.

Ma non credo sia l’unico motivo, visto che 20.000 euro di finanziamento per acquistare casa (30.000 per le aree colpite dal sisma) fanno gola a chiunque abbia intenzione di acquistare casa.

Questa mattina ho quindi deciso di salire in auto e fare un giro nelle aree immediatamente circostanti l’ufficio, che si trova in Viale Gramsci a Forlì. Volevo andare a vedere di persona alcuni degli interventi edilizi in cui è possibile spendere questo bonus di 20.000 € (nella sola provincia di Forlì Cesena c’erano oltre 150 unità immobiliari in cui spendere questo contributo dell’Emilia Romagna).  

  1. Prima tappa: Via Cerchia. La strada misura tra il chilometro e il chilometro e mezzo, qui dovrebbe trovarsi un blocco di 8 appartamenti su cui era possibile, fino a qualche giorno fa, richiedere i 20.000 euro di contributo. La percorro interamente avanti a indietro, ma senza fortuna: vedo infatti parecchi cartelli “vendesi” ma nessuna indicazione più precisa. D’altronde il numero civico, sul bando regionale, non è indicato, segno che certamente si tratta di immobili in costruzione. Ripercorro Via Cerchia una seconda volta, ai 30 km/h, e finalmente individuo l’intervento, grazie ad una piccola insegna con la scritta “Immobiliare Geco’s”, che gestisce la vendita di questo complesso di proprietà della Soldini & Associati Srl (in realtà il binomio Soldini-Geco’s ha piazzato in questo elenco regionale ben 65 immobili invenduti, tutti siti in Forlì: per questi 65 immobili sono arrivate solo 2 richieste di contributo, una per questo complesso di Via Cerchia e una per un altro intervento edilizio in Via dell’Omo).P1050595
  2. Seconda tappa: Via Piave 19/e e 19/w. Qui la ricerca è più semplice, perché il civico è indicato. I due appartamenti costruiti dalla Euro Forlì Immobiliare Srl fanno parte di un complesso gradevole alla vista e in larga parte già abitato. L’ufficio vendite è gestito da un’agenzia immobiliare di Faenza denominata ABI (sì, proprio come il codice bancario). A non essere pervenuto non è il CAB, bensì le richieste: scorro infatti l’elenco delle domande di contributo e scopro con stupore che nessuno ha chiesto i 20.000 euro per comprare queste due abitazioni. Nonostante 20.000 euro siano tanti soldi, nonostante Via Piave sia a due passi da Porta Schiavonia, nonostante il complesso sia già in funzione.P1050591
  3. Terza tappa: Via Trentola. Dopo un po’ di peregrinare nella campagna forlivese, alzo bandiera bianca. Trovare un cantiere in costruzione (o costruito), senza numero civico, in una strada lunga 10 chilometri e più qual è Via Trentola, è più dura di quanto immaginassi (e forse lo era anche per chi avrebbe dovuto chiedere il contributo di 20.000 euro: per questi appartamenti della Soldini & Associati sono arrivate zero richieste). Salto alla tappa successiva.
  4. Quarta tappa: Via Massimiliano Kolbe (traversa di Via Due Ponti). In questo caso vado a colpo sicuro, perché il bando regionale esplicita il numero civico: 75. Siamo nella frazione di Roncadello. Mi accoglie una palazzina lasciata lì senza porte né finestre, che si affaccia su un ampio parcheggio. Vuoto.

Sorrido pensando che, per tagliare l’erba alta davanti all’ingresso condominiale (vedi foto), ci vorrebbe Beezy, il trattore- tosaerba di Nonno Pig. A meno che qualcuno non pensi che i clienti ragionino come Papà Pig: “A me piace l’erba alta: ha il fascino del selvaggio”. Ma ahimé è un sorriso amaro: il mio lavoro di consulente del credito sarebbe proprio quello di erogare mutui e prestiti ai potenziali acquirenti di questi immobili.

beezy

Alla fine, torno in ufficio con un interrogativo in più: ma se gli operatori immobiliari (imprese edili e/o agenzie immobiliari) avessero investito qualche denaro in un bel cartellone pubblicitario con su scritto “Qui bonus di 20.000 euro”, siamo sicuri che qualche cliente in più non sarebbe arrivato?