Il garante del mutuo mette in gioco anche la sua casa?

181411323-d2b76aa6-8c71-47f4-8105-9a15b4733190

Accade spesso ai richiedenti mutuo di sentirsi rispondere dalla banca: “Sì, ma serve una firma a garanzia”. Solitamente, quella dei genitori.

Se dovessi fare una graduatoria delle cosiddette FAQ (Frequently Asked Questions, ovvero le domande poste più frequentemente, in questo caso dai candidati garanti), al primo posto ci sarebbe questa: “Ma se accetto di fare il garante, la banca può prendersi anche la mia casa (intesa come quella di proprietà dei fideiussori)?

Io in genere rispondo così: “La banca mette ipoteca sull’immobile di suoi figlio/a, non sulla sua” (*). Questo per dire che, in caso di default del mutuatario (cioè se smette di pagare le rate), la banca proverà a recuperare il suo credito rivalendosi in primo luogo sull’abitazione che ha finanziato e ipotecato. A meno che, naturalmente, il garante non faccia da garante (cioè quello per cui è stato chiamato a firmare) e quindi accetti di sostitursi al mutuatario nel pagamento delle rate.

Esaminiamo però un altro caso, quello in cui l’immobile finisce all’asta ma il ricavato non è sufficiente ad estinguere il debito maturato con la banca. Può accadere quando si è stipulato un mutuo al 100% e in seguito l’appartamento si è deprezzato più velocemente rispetto all’ammortamento del mutuo. Cosa succede in questo caso? L’istituto di credito cercherà di colmare questa differenza pignorando un quinto dello stipendio al mutuatario o in alternativa al fideiussore.

Appigliarsi all’immobile di proprietà del garante (e qui torniamo alla domanda iniziale) è l’extrema ratio: in linea teorica non si può escludere, ma in 13 anni di attività non l’ho mai visto. D’altronde il codice civile parla chiaro: “la fideiussione non può eccedere ciò che è dovuto dal debitore” (art. 1941. Limiti della fideiussione). Per concludere, è difficile pensare che una o più trattenute in busta paga e/o la vendita forzata di un immobile non siano sufficienti a mettersi in pari.

(*) esistono anche mutui erogati con l’estensione ipotecaria, ovvero con l’ipoteca su due immobili, ma sono rarità e vengono comunque concordati preventivamente con il cliente.

SULL’ARGOMENTO LEGGI ANCHE:

Mutui ipotecari: i garanti possono recedere dal contratto?

Il garante di un finanziamento è libero di accedere al credito?

 

Così uguali, così diverse: le 2 tipologie di polizze vita

c_29_fotogallery_1008959__imagegallery__imagegalleryitem_29_image

Nella foto: le gemelle Mariana e Camila Davalos

Si fa presto a dire polizza vita. Ma guardando da più vicino, si scopre che sotto questo nome finiscono tali e tanti prodotti da ingenerare spesso confusione.

L’obiettivo di questo post è spiegare in poche, semplici parole cosa si intende con il termine “polizza vita” e come scegliere quella giusta per sè e per la propria famiglia.

La domanda da porsi è questa: vogliamo essere pagati in caso di decesso oppure – come dico spesso ai miei clienti – nel caso “sopravviviamo” alla nostra polizza?

Nel primo caso occorre orientarsi sulla cosiddetta “Temporanea Caso Morte”. Basta scegliere l’importo che gli eredi (o chi per loro) riceveranno in caso di prematura scomparsa dell’assicurato e la durata di questa copertura. Esempio classico è il genitore che sceglie di proteggere i propri figli. Ipotizziamo un capitale assicurato di 50.000 euro, una durata di 20 anni e un’età anagrafica pari alla mia, cioè 42 anni: il premio mensile sarà 17,39 euro al mese. Il premio non subirà variazioni, cioè io pagherò 17,39 euro mese anche quando avrò 50 anni oppure 60 (salvo disdette anticipate). Se lo stesso preventivo lo facesse mia moglie andrebbe a pagare un importo ancora più basso, non solo perchè è più giovane di me (pagherebbe meno anche a parità d’età), ma anche perchè l’aspettativa di vita delle donne è superiore rispetto a quella degli uomini.

E se al termine dei 20 anni sono ancora vivo? Egoisticamente parlando, avrò pagato a fondo perduto (fatto salvo il 19% che avrò recuperato ogni anno come beneficio fiscale). Io però preferisco pensare che quei 17 euro al mese abbiano contribuito non solo a farmi dormire sonni tranquilli, ma anche a formare quei capitali che invece sono stati riconosciuti a chi è stato meno fortunato, e al termine dei 20 anni non è arrivato.

Morale della favola: visto che non siamo noi a stabilire quanti anni camperemo, questa polizza è molto, molto importante per chi ha figli piccoli o comunque non ancora in grado di sostenersi economicamente da sè.

Passiamo al secondo caso, quello in cui si decide di scommettere sul “caso vita”. In questo caso la polizza vita giusta è quella cosiddetta “di risparmio” o “finanziaria”. Questo strumento ci consentirà non solo di rientrare in possesso delle somme versate (noi oppure i nostri eredi), ma percepiremo anche interessi sul capitale maturato. Non mi spingo oltre, perchè in quel caso bisognerebbe dividere le polizze a capitale garantito con quelle no, eccetera eccettera, e non è l’obiettivo di questo post.

In conclusione, questa seconda tipologia di polizze vita è ideale per costruirsi un capitale nel tempo, attraverso versamenti mensili (anche di entità modesta), oppure per difendere e/o incrementare un capitale già esistente. Sono un’ottima soluzione anche per pianificare la successione, in quanto non rientrano nell’asse ereditario e sono esenti dall’imposta di successione (art. 1920 del Codice Civile).

Per informazioni o domande, vai alla pagina Contatti.

 

 

 

Terremoto, auto distrutta: come limitare i guai

181411323-d2b76aa6-8c71-47f4-8105-9a15b4733190

Il paese è sotto choc per il terremoto del 24 agosto scorso nel centro Italia, che ha causato più di 290 vittime. Nella tragedia, trovano spazio anche i problemi che riguardano i proprietari delle auto danneggiate: ecco che cosa fare per limitare i guai.

QUATTRO PUNTI DA CONOSCERE:

  • La polizza Rca obbligatoria non dà automaticamente diritto al risarcimento per i danni da sisma, rimborsati dalla compagnia solo se il veicolo è coperto dalla polizza accessoria e facoltativa “Eventi Naturali” e purchè la voce-terremoto sia  inserita nel contratto.
  • Se l’auto è recuperabile, a Rca può essere sospesa fino a 18 mesi, per poi riattivarla quando si ricomincerà a circolare. Il periodo pagato e non goduto è salvo.
  • La legge prevede che il cliente faccia domanda di sospensione all’assicurazione con la restituzione alla compagnia del certificato assicurativo (più l’eventuale carta verde). In realtà, molte imprese sospendono la Rca anche dietro semplice richiesta.
  • L’auto non è recuperabile? La Rca termina. La classe di merito verrà conservata per cinque anni: se si compra un’altra macchina entro quel lasso di tempo, la classe sarà quella vecchia, e non la più costosa categoria d’ingresso (la quattordicesima).

Il presente articolo è tratto dalla rivista Al Volante, numero di Ottobre 2016, pagina 7.

 

Azioni e bond miglior investimento degli ultimi 20 anni; flop delle case

cs-investing-and-emotions-chart-2

Sono dati sorprendenti, per i non addetti ai lavori, quelli che emergono da uno studio di BlackRock, la più grande società di investimenti al mondo.

Innanzitutto negli ultimi 20 anni, cioè nel periodo 1996-2015,  l’investimento in titoli azionari (in inglese “Stocks”) è stato di gran lunga il più premiante, con un +8,19% di rendimento, lasciando ai titoli obbligazionari (Bonds) e all’oro (Gold) il secondo e il terzo gradino del podio, entrambi con rendimenti di poco superiori al 5%.

Flop per le case (Homes) e per il petrolio (Oil), appena sopra il 3%: ad entrambi gli asset sono stati fatali gli anni della Grande Crisi. I dati naturalmente si riferiscono al mercato americano, ma in un mondo globalizzato i numeri italiani non sono poi così diversi (per esempio, che l’investimento nel mattone non sia più remunerativo come in passato, non c’è bisogno di andare negli USA per scoprirlo).

Ma il dato più sorprendente è l’ultimo a destra (nel grafico): l’investitore medio, negli ultimi 20 anni, ha guadagnato un misero 2,11%, superato addirittura dal dato sull’inflazione, attestato al 2.18%.

Come è possibile? Come si spiega un rendimento così modesto, se il mercato azionario ha fatto +8,19% e quello obbligazionario +5,34%?

La risposta è nel comportamento irrazionale degli investitori, che anzichè acquistare azioni e/o obbligazioni e chiuderle nel cassetto per 20 anni, senza curarsi degli alti e bassi dei mercati (finanziari, immobiliari, ecc.), hanno preferito vendere e/o comprare con un timing sbagliato, spinti da fattori psicologici come la paura o semplicemente mal consigliati. Sono frasi trite e ritrite, ma se i risultati sono quelli sopra esposti, è bene ripassare la lezione.

Per visualizzare il grafico originale di BlackRock, clicca qui: investing-and-emotions-one-pager-va-us

 

 

 

 

Rc Auto: qui casca l’asino!

mulo

La domanda che tutti dovrebbero porsi, prima di scegliere la polizza RC Auto, è la seguente: mi interessa pagare il meno possibile oppure mi interessa essere rimborsato in caso di incidente? Perchè dalla risposta a questo interrogativo dipenderà la scelta dell’assicurazione a cui affidarsi.

Se l’obiettivo è pagare il meno possibile, la strada più corta è quella di sottoscrivere la Responsabilità Civile Auto con una delle numerose compagnie online, quasi sempre più economiche rispetto alle assicurazioni tradizionali. Ma come si dice.. qui casca l’asino!

Già, perchè spesso si pensa che le Rc Auto, essendo polizze obbligatorie per legge, siano tutte uguali, cioè diano una garanzia minima uguale per tutti, ma non è così.

Senza scendere nei dettagli, vi do un piccolo suggerimento: prima di rinnovare la vostra Rc Auto, andatevi a leggere il Fascicolo Informativo (lo so, è una scocciatura, ma in caso di incidente può cambiare la vita), più precisamente cercate la voce “Rivalsa”. Se la vostra compagnia rinuncia al diritto di rivalsa, potete salire in auto tranquilli, perchè in caso di sinistro siete tutelati. Se al contrario la compagnia “ha diritto di esercitare la rivalsa nei confronti dell’assicurato per il recupero delle somme pagate”, è giusto che vi preoccupiate, perchè ci saranno parecchie situazioni in cui l’assicuratore non pagherà (o meglio, lo farà e poi avrà diritto di chiedervi indietro i soldi).

Questi i casi statisticamente più frequenti, in cui scatta il diritto alla rivalsa:

  1. trasgressioni gravi al Codice della Strada, come ad esempio montare gomme lisce o comunque non conformi;
  2. un passeggero apre lo sportello durante la sosta e causa un danno a un motociclista che sopraggiunge;
  3. passeggeri (anche posteriori) senza cintura di sicurezza subiscono danni fisici a seguito di incidente per responsabilità del conducente;
  4. il conducente guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico eccedente 0,5 g/l (può bastare un bicchiere di vino) e provoca un incidente stradale;
  5. circolazione con patente scaduta o senza patente;
  6. circolazione con revisione scaduta.

L’elenco sarebbe lungo e non è mia intenzione dilungarmi su altri esempio. Vi basti sapere che se una polizza costa 100 euro in meno rispetto ad un’altra, spesso c’è un motivo.

Per informazioni o preventivi Rc Auto, vai alla pagina Contatti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6 euro al mese per proteggersi dai ladri in provincia di Forlì Cesena, solo 4 a Ravenna

466581-vlcsnap_00518

Non vorrei fare l’avvocato del Diavolo, ma credo sia giunto il momento di spezzare una lancia in favore delle polizze contro i furti in casa.

Partiamo dai dati – allarmanti – diffusi recentemente dal Censis, che hanno avuto ampio risalto su tutti i quotidiani locali (clicca qui per leggere gli articoli pubblicati dal Resto del Carlino o da Forlì Today): nella provincia di Forlì Cesena i furti sono aumentati del 312% nell’ultimo decennio, primato assoluto in Italia. Non se la passa meglio la provincia di Ravenna, che con i suoi 7 furti per ogni 1.000 residenti si piazza al quarto posto della graduatoria nazionale.

A fronte di questa esplosione di reati, ci si può immaginare che il costo delle polizze assicurative sia schizzato alle stelle,  e invece..

Invece, se faccio due conti, scopro che per garantire un appartamento di 100 mq a Forlì sono sufficienti 6 euro al mese, a Ravenna addirittura 4 euro.

Visto l’aria che tira, è un piccolo investimento che vale la pena considerare, almeno fino a quando l’allarme sicurezza non sarà rientrato in limiti accettabili.

Perché serve

Lo sapevi?

  • In Italia ogni 3 minuti si verifica un furto in un appartamento con un danno medio di 4.000€ (fonte Ministero dell’Interno; Indagine Istat 2012 sulla sicurezza dei cittadini);
  • Spesso si sottovalutano i danni che i ladri provocano in casa durante un furto, come ad esempio il danneggiamento di mobili, porte e finestre.

Per informazioni o per sottoscrizione polizza, vai alla pagina Contatti.