Come buttare 20 euro nel cestino, con un libretto Unicredit Banca

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Che fare, se dal fondo di un cassetto salta fuori un libretto di risparmio dimenticato lì da anni e contenente poche decine di euro? Sicuramente, non recarsi in banca per chiuderlo. Cioè quello che ha fatto, pochi giorni fa, una mia cliente di Forlì.

La quale, invitata da Unicredit a recarsi in agenzia per adempiere all’Adeguata verifica della clientela (decreto legislativo 231/2007), porta con sé il suo libretto, inutilizzato dal maggio del 2005 (quando prelevò 100 euro e lasciò in deposito appena 21 euro e 73 centesimi), decisa a chiuderlo.

“Non c’è problema”, risponde la solerte impiegata Unicredit. Che in men che non si dica aggiunge sei nuovi movimenti al libretto e porta il saldo finale a 0 euro tondi.

Poi conclude: “Signora, le interessa aprire un conto corrente qui da noi?”, senza accorgersi che la cliente era già scappata a gambe levate.

Nota dello scrivente: io ho provato a capire quali fossero le spese addebitate, ma ahimè le causali riportate a fianco di ogni movimento (per la precisione: SMI e SRE) erano indecifrabili, in quanto non comprese nella legenda stampata sul libretto. I misteri delle banche italiane..     

“Il Rating” di D’Amico-Parri, nuovo interfaccia banche-aziende dedicato ai professionisti

Per la prima volta su questo blog parliamo di libri, o meglio di “un libro”, rivolto principalmente ai commercialisti e a tutti coloro che si occupano di assistenza fiscale: si intitola “Il Rating”, parola che per la sua importanza è diventata come “il prezzemolo” e che merita perciò un approfondimento. Tanto più che il rating andrebbe inteso come sostegno ideale all’analisi di bilancio e non il contrario, come invece avviene in banca.

Per questo il nostro scritto – afferma Massimo Parri, autore del libro insieme a Paolo D’Amico – è indirizzato anche ai capi azienda, a prescindere dalle loro dimensioni: conoscere il Rating della propria ditta è fondamentale tanto quanto per una persona avere le proprie analisi del sangue, specialmente quando si tratta di andare in banca per ottenere linee di credito. La non-conoscenza di questo dato significa fidarsi in tutto e per tutto della banca, che certamente privilegerà i suoi interessi a quelli del cliente”.

La copertina del libro edito dallo Studio Parri Consulting Srl

La copertina del libro edito dallo Studio Parri Consulting Srl

Lo scritto rappresenta una vera e propria ricerca empirica sulla prassi delle banche locali nell’adozione della tecnica di Rating, volta a stimolare la figura professionale degli specialisti della materia nella consulenza sul rapporto banca-impresa, nonché degli analisti finanziari del credito bancario.

“Il valore aggiunto che porta questo libro porta è enorme – prosegue Parri – ed è tra chi vede e chi non vuol vedere: in altri termini, con questo strumento il professionista è in grado di consigliare al meglio e strategicamente l’azienda ad un confronto paritario con la banca”.

Il testo è stato elaborato a quattro mani da Paolo D’Amico (consulente di direzione aziendale, revisore contabile, analista finanziario e dottore commercialista) e da Massimo Parri (consulente industriale di grandi gruppi aziendali nonché esperto di anatocismo ed usura bancaria), ed è acquistabile tramite il sito www.top24.it.

La stufa a pellet: impariamo a conoscerla

Questo testo ci è stato gentilmente fornito dallo specialista del settore Francesco Maria Valgimigli, addetto vendite Professional Pellets, disponibile a fornire informazioni ai seguenti recapiti: fvalgimigli@agenservice.com o 331.6211905.

L’aumento delle spese per il riscaldamento e la sensibilizzazione crescente per un consumo critico e rispettoso dell’ambiente ci avvicinano al mondo del pellet e a una nuova filosofia di riscaldamento: la stufa a pellet.

I modelli più attuali creano un ambiente ben riscaldato, in cui è piacevole vivere, e rispetto alle tradizionali stufe a legna danno il vantaggio di poter dosare il combustibile a piacimento e quindi di consentire un preciso controllo della temperatura (e dei consumi).

Queste stufe sono dotate di una tecnica di combustione avanzata e pulita, oltre che di un ampio vetro panoramico che permette di ammirare lo spettacolo della fiamma.

Il pellet non sporca e fa pochissima polvere quando viene manipolato e caricato nel serbatoio (basta manipolare con cura). E’ importante in questa fase scegliere pellet di qualità con caratteristiche idonee a produrre poco residuo: il Professional Pellets, ad esempio, con un residuo certificato di 0,3% si attesta fra i pellet con il residuo cenere più basso del mercato, oltre ad avere un alto potere calorifico (ogni pellet ha una capacità calorifica espressa in Kwh ovvero la capacità di esprimere una quantità di calore in un dato tempo: e’ un valore accettabile a partire 4,8 Kwh, diventa eccellente a 5,3-5,4).

Tra i punti di forza del pellet c’è la totale programmabilità dell’impianto anche a distanza, senza la necessità di dover restare a casa e senza dover caricare la stufa più volte al giorno (come accade con quelle tradizionali). L’accensione può essere automatica o manuale e la temperatura regolata tramite termostati o cronotermostati (la differenza e’ minima: il primo accende e spegne a seconda della temperatura mentre il secondo può regolare ogni ora una temperatura diversa). Possono avere in dotazione anche un telecomando.

Le stufe variano di dimensione a seconda della capacità di riscaldamento, con una autonomia che va da 10 a 40 ore. Esistono modelli ad aria calda o ad acqua (definite “idro”) collegabili in serie o in parallelo all’impianto di riscaldamento quindi anche ai termosifoni. Gli impianti più avanzati e di pregio dispongono di automatismi che permettono di ridurre molto le frequenze di carica e si distinguono per programmazioni automatiche e più raffinate.

Consigli pratici: è importante che la stufa si fermi se viene meno la corrente elettrica e che eventualmente si riaccenda se viene ripristinata; fondamentale naturalmente verificare che sia conforme alle normative europee vigenti in materia di riscaldamento domestico.

Quando si procede all’acquisto di una nuova stufa il suggerimento principale è di non guardare esclusivamente al prezzo: essendo un prodotto tecnologicamente “avanzato” e con accorgimenti importanti, spesso il prezzo basso è sinonimo di scarsa qualità, che si riflette in più problemi e meno benefici. E’ sempre una buona regola quella di farsi consigliare da un termotecnico o da un idraulico di vostra fiducia.

John Keating, insegnante di lettere: “Osate cambiare”

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse.. e il mondo appare diverso da quassù.. (..)

E’ proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva..

Quando leggete non considerate soltanto l’autore, considerate quello che voi pensate..

Dovete combattere per trovare la vostra voce: più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto.

Thoreau dice: “Molti uomini hanno vita di quieta disperazione”, non vi rassegnate a questo, ribellatevi, non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno.. (..)

Osate cambiare, cercate nuove strade!