Questa sì che è un’agenzia di rating: a gennaio 2013 azzecca esattamente la durata della crisi immobiliare in Italia

The headquarters of Fitch Ratings Ltd. stands in the Canary Wharf business and shopping district in London, U.K., on Friday, July 12, 2013. Recent data suggest Britain's economic recovery is gaining momentum after a return to growth in the first quarter. Photographer: Simon Dawson/Bloomberg via Getty Images

The headquarters of Fitch Ratings Ltd. stands in the Canary Wharf business and shopping district in London. Photographer: Simon Dawson/Bloomberg via Getty Images

Quando sparano dati sulle tendenze del futuro, sono tutti fenomeni: gli economisti, i giornalisti, gli opinionisti e naturalmente le società di rating. Poi però c’è la realtà. E questa si palesa spesso in modo differente rispetto a quanto era stato previsto. Ecco perché va dato merito a Fitch, agenzia di rating americana con sede (nella foto) anche a Londra: è stata l’unica ad avere azzeccato in tempi non sospetti quali sarebbero stati i tempi di ripresa nel settore immobiliare in Italia.

A inizio 2013, quando nello stesso periodo molti operatori vedevano la ripresa dietro l’angolo, o quantomeno sostenevano che il peggio era passato, Fitch dichiarò che i prezzi delle case nel Belpaese non avevano ancora toccato il fondo e che avevamo davanti ancora due o tre anni di discesa (che allora pareva un’eternità). Esattamente quello che è accaduto.

Leggere per credere: l’articolo pubblicato il 10 gennaio 2013 è ancora disponibile online (clicca qui).

Resta solo una domanda (senza risposta): perché queste informazioni le dobbiamo ottenere da Londra, quando in Italia gli esperti del settore immobiliare non mancano?

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Un pensiero su “Questa sì che è un’agenzia di rating: a gennaio 2013 azzecca esattamente la durata della crisi immobiliare in Italia

  1. Non so cosa ne penserebbero adesso, rileggendo i fatti accaduti. Teniamo a mente che loro sono americani, sono portati a pensare in modo diverso da noi: una differenza per tutte, la loro propensione al “mark to market” che ha accelerato terribilmente il decorso del fenomeno.

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