E adesso che le banche vendono case, le agenzie immobiliari s’arrabbiano

UN NUOVO MODELLO DI CONCERTAZIONE MEDIACONSUM

Paolo Righi, presidente Fiaip: “Riteniamo sleale la concorrenza delle banche”.

 

Un articolo pubblicato ieri sul Sole 24 Ore mi ha colpito, si intitola “Banche e portali sfidano gli agenti”. Questo l’incipit:  “Agenti immobiliari stretti in una morsa. Con le banche che, da una parte, iniziano ad affacciarsi sul mondo dell’intermediazione immobiliare, cercando e offrendo case ai clienti direttamente in filiale. E con i privati, dall’altra, che pubblicano gratis online un numero crescente di annunci, attratti dalla possibilità di concludere transazioni senza affidarsi ai mediatori, risparmiando sulla provvigione”.

Il primo istituto di credito ad attivarsi nel campo dell’intermediazione immobiliare, si legge nell’inserto Casa 24 Plus, è stato la Cassa dei Risparmi di Bolzano, con la controllata Sparkasse Immobilien, agenzia che dal 2012 commercializza immobili a uso privato e commerciale, e che può contare su una ventina di “vetrine” in altrettante filiali della banca. A far scattare l’allarme nella categoria, tuttavia, è stata l’operazione Unicredit, che dal luglio scorso ha lanciato “Subito Casa”, società di intermediazione immobiliare del Gruppo, partita con una fase pilota che si focalizza su mandati ricevuti da costruttori clienti della banca con cantieri in 7 città. Ma che dal 1° gennaio 2015 – secondo i piani – vedrà l’estensione del servizio anche ai privati di tutta Italia. Così nelle filiali potranno essere offerti le case e i mutui per il loro acquisto.

MI RITORNI IN MENTE.. A questo punto mi è tornata in mente la mia esperienza lavorativa nel periodo 2003-2007, quando nelle agenzie immobiliari andavo quasi quotidianamente, in veste di consulente del credito, per incontrare clienti interessati ad acquistare casa tramite mutuo. Di quel periodo ricordo bene come gli agenti immobiliari più intraprendenti – e spesso meglio organizzati – si dessero da fare per procurare ai potenziali acquirenti non solo l’immobile giusto, ma anche il mutuo adeguato: questo sia per agevolare la vendita, sia per tornaconto economico (fino al 2012 era legale, per le agenzie immobiliari, essere remunerate dalle banche per la loro attività di segnalazione). E ricordo altrettanto bene quante fossero le agenzie immobiliari innamorate di Unicredit, che grazie ad accordi con le loro federazioni di appartenenza garantiva buone condizioni ai clienti e ottimi guadagni ai professionisti della casa. Ecco perché ieri sono rimasto sorpreso dalla parole di Paolo Righi, presidente nazionale di Fiap.

BANCHE BRUTTE E CATTIVE. Così Righi, nell’intervista rilasciata al Sole 24 Ore: “La categoria non ha paura della concorrenza, che anzi aiuta a crescere. Ma riteniamo sleale quella delle banche. Innanzitutto perché i clienti potranno essere acquisti direttamente allo sportello da migliaia di operatori che, pur non avendo alcun titolo per farlo, potranno indicare la possibilità di rivolgersi all’agenzia della banca per comprare o vendere casa”. E qui mi fermo. Voglio dire: ma Righi, di cui peraltro apprezzo la vena oratoria, dov’era quando quegli stessi clienti, per anni e anni, sono stati acquisiti direttamente in agenzia immobiliare da migliaia di agenti che, sovente senza alcun titolo, indicavano la possibilità di rivolgersi all’Unicredit di turno? Se allora non erano sleali le agenzie immobiliari, ora – per la proprietà transitiva – non lo possono essere nemmeno le banche.

IL TRIANGOLO NO, NON L’AVEVO CONSIDERATO.. Altra considerazione: nel 2010 Fiaip ha costituito Auxilia Finance Srl, nel rispetto della nuova legislazione per il credito ai consumatori e della nuova disciplina degli intermediari finanziari (Decreto Legislativo 141/2010), e tra i partner bancari annovera Unicredti e BNL-BNP Paribas (quello stesso gruppo bancario, per inciso, che tramite BNP Paribas Real Estate vende immobili in mezzo mondo, Italia compresa). Signori, un po’ di coerenza! Prima ci si mette in affari con le banche, poi si va sui giornali a dire che gli istituti di credito sono brutti e cattivi. Eppoi questa storia a tre, tra Fiaip, Auxilia e le banche partner (comprese quelle che vendono case) mi ricorda un po’ quel pezzo famoso di Renato Zero, “Il Triangolo”: qual è il soggetto che si fa trovare sorpreso dalla situazione, lo lasciamo immaginare al lettore..

Infine, mi pare doveroso sottolineare la vendita delle case in banca non è una stravaganza italiana: ricordo bene, già nel decennio scorso, che in un Paese come la Danimarca (quindi Europa) sia gli istituti di credito che le compagnie di assicurazioni facevano intermediazione immobiliare, tanto che entrando in alcune filiali pareva di essere nello studio di un intermediario.

DICE IL SAGGIO. Buckminster Fuller, architetto e scienziato, diceva: “Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Costruisci un modello nuovo che renda quello attuale obsoleto”. Da ciò che posso vedere, e sentire, e leggere, spesso le federazioni di agenti immobiliari si lanciano in improbabili battaglie alla Don Chisciotte (come quella promossa dalla Fimaa di riportare la mediazione creditizia in agenzia, dopo che ci sono voluti anni per regolamentare questo settore) piuttosto che concentrarsi su nuovi modelli di business e/o sciogliere alcuni nodi. Per esempio: è mai possibile che a Milano ci siano più consulenti immobiliari che taxisti? O che il nostro Paese abbia più agenzie di Francia e Germania messe insieme? E’ così necessario questo frazionamento, che certo non giova ai clienti? E ancora: se come affermato da Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it, “nel mercato italiano la quota di compravendite non intermediate è ormai stabile intorno al 45%”, non è nell’ordine delle cose che qualche altro soggetto cerchi di occupare questi spazi? A ciascuno la sua risposta.  

Per leggere l’articolo integrale del Sole 24 Ore, clicca qui.

 

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