Alla faccia della crisi: ogni mese gli stranieri acquistano (quasi) 400 case in Italia, gli italiani 3.000 (!) immobili all’Estero

Il mattone italiano piace agli stranieri? A leggere i numeri forniti da Scenari Immobiliari si direbbe di sì. Un report dell’Istituto indipendente di studio e ricerca certifica che nel 2012 sono state 4.600 le famiglie estere che hanno acquistato un immobile residenziale in Italia (circa 383 al mese), contro le 3.000 del 2005. Un incremento di oltre il 53% al quale si aggiunge anche l’aumento dell’importo medio investito: da circa 245.000 euro del 2005 ai 455.000 dell’anno scorso.

La quota più consistente di investitori arriva dalla Germania (dal 36% del 2011 al 39% del 2012), seguita da quella inglese con una fetta del 18%. “Le regioni più gettonate  – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – sono la Puglia con una quota pari al 22% dello stock complessivo degli acquisti esteri, seguita dal Lazio con il 21%, dalla Toscana con il 16% e dalle Marche con il 15%”.

Continua peraltro la crescita degli acquisti da parte delle famiglie russe che dal 2% del 2005, quest’anno spuntano un consistente 13%. “I russi – spiega Paola Gianasso, responsabile mercati esteri di Scenari Immobiliari – sono generalmente dotati di elevate risorse economiche. Se negli scorsi anni, in molti casi, si orientavano verso immobili di lusso in Sardegna, negli ultimi tempi hanno concluso un buon numero di affari  nelle località turistiche più rinomate della Liguria e della Versilia”. 

Se non sono pochi gli stranieri che acquistano in Italia, sono sicuramente tantissimi – quasi 10 volte di più! – gli italiani che acquistano casa fuori dai confini nazionali.

Secondo le stime di Scenari Immobiliari, nel 2012 gli italiani dovrebbero avere acquistato qualcosa come 40.000 case oltrefrontiera (3.300 circa al mese), per un acquisto medio che si aggira intorno ai 110.000 euro. A spingere verso l’acquisto fuori dai confini nazionali sono diversi fattori: la maggiore offerta sul mercato, soprattutto nell’area del Mediterraneo; i prezzi bassi; infine incide anche la fiscalità, che in Italia penalizza i proprietari delle seconde case. Si conferma così il “sorpasso” delle seconde case all’Estero rispetto a quelle in Italia (circa 30 mila stimate nel 2012).

Nella fascia di alto livello, il primo semestre 2012 ha registrato un vero e proprio boom degli acquisti a Londra, dove gli italiani hanno superato i russi quanto a numero di transazioni e sono al primo posto tra gli investitori stranieri. L’interesse per gli Stati Uniti è calato perché molte famiglie italiane hanno comprato negli ultimi anni e le quotazioni sono in fase di ripresa in molte città. Gli italiani, comunque, sono al quarto posto tra gli acquirenti stranieri negli Stati Uniti, dopo inglesi, tedeschi e francesi.

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