Un euro al giorno e passa la paura: ecco come funziona la Cassa Integrazione Privata

Nei primi sei mesi del 2012 sono 500mila i lavoratori che sono stati messi in cassa di integrazione per un numero complessivo pari a 500 milioni di ore. Il taglio del reddito è pari a più di due miliardi di euro, circa 4mila euro per ogni singolo lavoratore. I dati pubblicati dall’Osservatorio Cig della Cgil sono elaborati dai dati dell’Inps.

Tale numero di lavoratori che sono stati costretti alla cassa integrazione (il numero esatto è di 523.761.036) rappresenta un aumento del 3,16% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

I numeri della crisi in Italia sono così impietosi da avvicinare persino la Federalberghi alla cassa integrazione. L’allarme è stato lanciato dal presidente Bernabò Bocca, il quale ad inizio mese ha fatto un quadro sconfortante della situazione: “Abbiamo avuto nei primi otto mesi dell’anno un calo di 2,5 punti di lavoratori sia stagionali che a tempo indeterminato”, ha detto a La telefonata di Belpietro. “Ci sono aziende alberghiere in grossa difficoltà e si rischia la cassa integrazione anche nel nostro settore, cosa che non era mai accaduta”.

Per accedere alla cassa integrazione straordinaria sono necessari requisiti precisi che riguardano tanto i lavoratori quanto le aziende. Ne hanno diritto: operai, quadri, dipendenti o soci di cooperative di produzione e lavoropoligrafici e giornalisti con un rapporto di lavoro subordinato da almeno 90 giorni, le cui imprese abbiano occupato in media nei sei mesi precedenti più di 15 dipendenti. Ne sono espressamente esclusi i dirigenti, gli apprendisti e i lavoratori a domicilio.

Ma c’è un problema: cosa accade se a perdere il lavoro è un dipendente di una piccola azienda, che non ha i requisiti per accedere agli aiuti di Stato?

In questo caso si viene licenziati, punto e basta.

A meno che il lavoratore non abbia provveduto con mezzi propri a stipulare una polizza denominata CIP, vale a dire Cassa Integrazione Privata. Costa 600 euro (premio biennale) e dà diritto ad una duplice prestazione:

  1. Indennizzo pari al 60% dell’ultimo stipendio con un massimo di 1.000 euro mese e per un periodo massimo di 12 mesi;
  2. 24 mesi di servizio di ricerca di una nuova occupazione, fornito da due società del settore di primaria importanza.

Quest’ultima prestazione può sembrare di primo acchito meno importante della prima, ma in realtà è altrettanto fondamentale: più velocemente il lavoratore sarà ricollocato e meno mensilità la compagnia assicurativa dovrà sborsare; ragion per cui sarà interesse della compagnia stessa (e non solo del lavoratore) ricollocarlo rapidamente sul mercato.

Facendo un rapido calcolo, cioè dividendo i 600 euro della polizza per i 2 anni di validità della stessa (cioè 730 giorni), si scopre che il costo di questa assicurazione è di 80 centesimi circa al giorno. Meno del prezzo di un caffè.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...