Come sfidare la sorte e attraversare l’Adriatico senza salvagente

di Alessandro Valgimigli

Alzi la mano chi sarebbe disposto ad acquistare un’automobile, nuova o usata che sia, senza cinture di sicurezza e senza airbag. E ancora: chi di noi sarebbe disposto ad uscire anche solo dal cancelletto della concessionaria e mettersi in strada senza avere prima stipulato una polizza RC auto? Nessuno, io credo. Il motivo? Mi pare ovvio: per ragioni legate alla sicurezza della propria persona e delle persone che ci stanno accanto.

Scrivo ciò in quanto rimango sempre molto colpito dalla leggerezza – la definirei così – con cui frequentemente le famiglie si indebitano con un mutuo (magari per 100 o 200mila euro) senza tutelarsi con una polizza che la protegga in casi estremi.

Siete d’accordo con me che si compra casa anche per acquisire tranquillità? E se il Padre Eterno estraesse il numero di chi, con il suo reddito, fa fronte ogni mese alla rata del mutuo, cosa ne sarebbe della casa e degli altri familiari? Chi baratterebbe pochi euro al giorno (magari quelli di caffè e giornale, o della colazione al bar) con la sicurezza della propria famiglia? Anche questa domanda può apparire scontata, come quella iniziale sulle cinture di sicurezza e sull’airbag, ma se si leggono i numeri si scopre che in Italia le polizze vita sono decisamente meno diffuse rispetto agli altri Paesi industrializzati.

Proprio per sensibilizzare su questo tema (e per essere certo che il messaggio passi, come si dice), mi permetto di riportare una storiella che un po’ di anni addietro mi venne raccontata da un importante assicuratore di Bergamo.

“L’estate scorsa un mio amico ha acquistato una nuova barca, spendendo tra l’altro una somma importante, e per inaugurarla ha deciso di trascorrere una vacanza insieme alla propria famiglia. Partenza da Ancona e arrivo in Croazia. Quando arriva al porto marchigiano per imbarcarsi si rende conto che la barca è sprovvista dei classici salvagente. Se poteste dare un suggerimento al vostro amico, gli consigliate di fare un salto nel negozio più vicino e prendere questi salvagente oppure ne caldeggiate la partenza senza di questi?”

La barca non è altro che l’immobile che abbiamo acquistato e nel quale viviamo con la nostra famiglia. Il “Mare Adriatico” da attraversare sono gli anni di mutuo, pochi o molti che siano, che abbiamo di fronte. E i salvagente? Le tutele che possiamo caricare a bordo per proteggere noi e i nostri familiari.

Infine, occorre ricordare che la banca, di fronte al decesso del mutuatario, è sempre tutelata indipendentemente dalla nostre scelte: la sua “assicurazione” è infatti rappresentata dall’immobile preso a garanzia. Come diceva Renzo Arbore in un famoso spot televisivo del passato: meditate gente, meditate.

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