La stufa a pellet: impariamo a conoscerla

Questo testo ci è stato gentilmente fornito dallo specialista del settore Francesco Maria Valgimigli, addetto vendite Professional Pellets, disponibile a fornire informazioni ai seguenti recapiti: fvalgimigli@agenservice.com o 331.6211905.

L’aumento delle spese per il riscaldamento e la sensibilizzazione crescente per un consumo critico e rispettoso dell’ambiente ci avvicinano al mondo del pellet e a una nuova filosofia di riscaldamento: la stufa a pellet.

I modelli più attuali creano un ambiente ben riscaldato, in cui è piacevole vivere, e rispetto alle tradizionali stufe a legna danno il vantaggio di poter dosare il combustibile a piacimento e quindi di consentire un preciso controllo della temperatura (e dei consumi).

Queste stufe sono dotate di una tecnica di combustione avanzata e pulita, oltre che di un ampio vetro panoramico che permette di ammirare lo spettacolo della fiamma.

Il pellet non sporca e fa pochissima polvere quando viene manipolato e caricato nel serbatoio (basta manipolare con cura). E’ importante in questa fase scegliere pellet di qualità con caratteristiche idonee a produrre poco residuo: il Professional Pellets, ad esempio, con un residuo certificato di 0,3% si attesta fra i pellet con il residuo cenere più basso del mercato, oltre ad avere un alto potere calorifico (ogni pellet ha una capacità calorifica espressa in Kwh ovvero la capacità di esprimere una quantità di calore in un dato tempo: e’ un valore accettabile a partire 4,8 Kwh, diventa eccellente a 5,3-5,4).

Tra i punti di forza del pellet c’è la totale programmabilità dell’impianto anche a distanza, senza la necessità di dover restare a casa e senza dover caricare la stufa più volte al giorno (come accade con quelle tradizionali). L’accensione può essere automatica o manuale e la temperatura regolata tramite termostati o cronotermostati (la differenza e’ minima: il primo accende e spegne a seconda della temperatura mentre il secondo può regolare ogni ora una temperatura diversa). Possono avere in dotazione anche un telecomando.

Le stufe variano di dimensione a seconda della capacità di riscaldamento, con una autonomia che va da 10 a 40 ore. Esistono modelli ad aria calda o ad acqua (definite “idro”) collegabili in serie o in parallelo all’impianto di riscaldamento quindi anche ai termosifoni. Gli impianti più avanzati e di pregio dispongono di automatismi che permettono di ridurre molto le frequenze di carica e si distinguono per programmazioni automatiche e più raffinate.

Consigli pratici: è importante che la stufa si fermi se viene meno la corrente elettrica e che eventualmente si riaccenda se viene ripristinata; fondamentale naturalmente verificare che sia conforme alle normative europee vigenti in materia di riscaldamento domestico.

Quando si procede all’acquisto di una nuova stufa il suggerimento principale è di non guardare esclusivamente al prezzo: essendo un prodotto tecnologicamente “avanzato” e con accorgimenti importanti, spesso il prezzo basso è sinonimo di scarsa qualità, che si riflette in più problemi e meno benefici. E’ sempre una buona regola quella di farsi consigliare da un termotecnico o da un idraulico di vostra fiducia.

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