Estensione assicurativa sugli elettrodomestici: perchè pagarla, quando puoi averla gratis?

Si dice spesso che i dettagli fanno la differenza. E proprio ad un dettaglio – riguardante la polizza “Emergenza in Casa” di Allianz – vogliamo dedicare questo breve post.

Partiamo col dire che questa assicurazione è concepita per dare una mano ai clienti che debbano improvvisamente affrontare un’emergenza, come una perdita d’acqua, la mancata erogazione di energia elettrica o la rottura di una serratura: in questi casi, la compagnia assicurativa si impegna a inviare rispettivamente un idraulico, un elettricista o un fabbro, tenendo a proprio carico il costo di chiamata e le prime due ore di manodopera (fino a un massimo di 250 euro), un tempo che si ritiene sufficiente per porre fine all’emergenza.

Ma c’è di più. Scorrendo le righe delle “Condizioni di assicurazione”, si arriva alla “Assistenza per elettrodomestici”, cioè frigorifero e/o congelatore, lavastoviglie, lavatrice e/o lavasciuga, asciugatrice, forno (compreso il microonde), cappa, piano cottura. Qualora, presso l’abitazione dell’assicurato, si verifichi un difetto di funzionamento degli elettrodomestici sopra indicati che necessiti di una riparazione, l’assicurato può fruire – 24 ore su 24 e in tutti i giorni dell’anno – dell’invio di un tecnico specializzato per la riparazione. L’importante è che il bene sia stato acquistato da più di 24 mesi (2 anni) ma non siano passati più di 72 mesi (6 anni). Nella riparazione sono inclusi le spese inerenti il costo di uscita dell’artigiano, i pezzi di ricambio e la manodopera sino a un massimo determinato in relazione al valore allo stato d’uso del bene.

Il costo? Ricordate – quando avete acquistato il vostro forno, o la lavatrice, o l’asciugatrice – quanto vi hanno chiesto per una estensione assicurativa? Sicuramente qualche decina di euro all’anno. Con Allianz la puoi avere a soli 3 euro al mese. Ma non l’assistenza per elettrodomestici: l’intera polizza “Emergenza in Casa”.

Per info o contatti, clicca qui.

 

 

 

 

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Danni da terremoto: quanto costa assicurarsi? A Bologna e Modena meno di 10 euro al mese

Certo che noi italiani siamo strani: bastano due scosse di terremoto e fioccano le telefonate in agenzia (di assicurazioni) per informarsi e magari tutelarsi contro questo rischio; poi cessa lo sciame sismico, e questa copertura pare non interessare più a nessuno. Ci si accontenta della “classica” garanzia incendio, fatta magari insieme al mutuo (quindi ad essere garantita è solo la banca), e si incrociano le dita.

Peccato, perchè le coperture assicurative andrebbero acquistate quando non ci sono “allarmi rossi” in atto (un po’ come accade per i mutui a tasso fisso: è inutile – o meglio antieconomico – sottoscriverli quando i tassi salgono; bisognerebbe avere l’accortezza di farli quando sono bassi). In altre parole, il momento buono è questo. Anche perchè dal 2018 ci sono forti agevolazioni fiscali, introdotte dal Governo con l’ultima Legge di Stabilità, che si concretizzano in un doppio vantaggio fiscale: il premio è esente dalle imposte che gravano sugli altri premi assicurativi; inoltre si recupera, con il 730, il 19% di quanto versato. Ecco perchè questa copertura (estendibile anche ad alluvioni, allagamenti, ecc.) non è mai stata così economica.

Qualche esempio? Per un appartamento al piano terra di 100 mq in provincia di Forlì Cesena o di Ravenna (mi riferisco alle zone, entrambe sismiche, in cui si concentra la mia attività) sono sufficienti 19 euro al mese, di cui il 19% viene recuperato l’anno dopo con il 730, riducendo quindi l’esborso netto a 15,50 euro mese. La stessa simulazione fatta su un appartamento di 100 mq a Bologna o Modena (provincie con rischio più contenuto rispetto alla Romagna) dimezza il premio finale, riducendolo a 9,60 euro, addirittura a 7,80 euro se consideriamo il beneficio fiscale. Se poi si volesse aggiungere anche una garanzia di 30.000 euro sul contenuto (ad esempio mobilio, arredamento, vestiario, ecc.), il sovrapprezzo sarebbe di appena 2,50 euro mese.

Se ti interessa un preventivo, senza impegno, sul tuo immobile vai alla pagina Contatti, specificando “Cap, tipologia di abitazione, piano e superificie in metri quadrati”.

Per concludere, alcuni spunti di riflessione:

  • L’Italia è particolarmente esposta a catastrofi idrogeologiche e a fenomeni sismici: vengono registrati terremoti ogni 25 minuti (fonte: Rete Sismica Nazionale http://iside.rm.ingv.it);
  • Mentre le aree a rischio sismico sono più conosciute, quelle esposte a rischio inondazioni, alluvioni, allagamenti sono meno facili da identificare e possono modificarsi frequentemente nel tempo;
  • Le bombe d’acqua sono fenomeni sempre più diffusi e non strettamente collegati a specifiche zone territoriali. Sono piogge molto intense che generano grosse quantità d’acqua e causano danni molto ingenti;
  • L’intervento pubblico spesso è lento e non soddisfa le aspettative economiche di risarcimento;
  • Le polizze del condominio generalmente non coprono i danni da terremoto e da alluvione.

L’Immobiliare Bandini (Forlì) lancia l’operazione “Casa Garantita”

Nella foto: l’agente immobiliare Gabriele Bandini (a sinistra) e l’acquirente Walter Fiore (a destra), con l’assicurazione casa in mano.

Piccole grandi soddisfazioni del mio lavoro. Gabriele Bandini è un’agente immobiliare di Modigliana (con una sede anche a Forlì) che ha scelto di offrire ai suoi clienti un’opportunità in più, cioè metterli in contatto con un consulente – nella fattispecie il sottoscritto – che li sappia consigliare su come assicurare correttamente la propria abitazione: la casa, come si dice, è l’investimento più importante nell’arco di una vita, e come tale va trattato. Non esiste infatti buon investimento che non sia accompagnato dalle giuste garanzie.

E’ quindi una gioia vedere un ragazzo come Walter Fiore (nella foto) acquistare casa e scegliere di assicurarla con Allianz, la principale compagnia per la quale lavoro. Così come sarà un piacere seguire il cliente negli anni a venire, in modo da garantirgli una polizza sempre aggiornata, in base alle sue esigenze.

Gli inglesi la chiamano “win-win situation”, cioè una situazione vantaggiosa per tutti: per l’agenzia immobiliare (che si distingue offrendo un servizio professionale e pertinente), per il cliente (che beneficia di una consulenza, peraltro gratuita) e infine per il consulente assicurativo (che ha l’opportunità di acquisire un nuovo cliente).

 

 

Assicurazione a valore intero o a primo rischio assoluto? Ecco spiegata la differenza

Quando si assicura la propria abitazione, è possibile scegliere tra due forme di tutela. E’ dunque fondamentale conoscerne la differenza.

  • A VALORE INTERO. Richiede al cliente di indicare, come somma da assicurare, il valore intero dei beni (fabbricato più contenuto oppure solo uno dei due). Nel caso in cui, al momento del sinistro, il valore assicurato risultasse inferiore al valore effettivo dei beni presenti, il cliente verrebbe rimborsato solo di una parte proporzionale del danno (Regola proporzionale).
  • A PRIMO RISCHIO ASSOLUTO. Permette al cliente di stabilire il valore da assicurare indipendentemente dal valore effettivo dei beni. In caso di sinistro non si controllerà la corrispondenza di quanto assicurato con il valore dei beni presenti in casa, ma si risponderà del danno fino al limite della somma assicurata, senza applicazione della regola proporzionale. Questa seconda impostazione, sicuramente più semplice, agevola il cliente qualora risulti particolarmente complesso individuare l’esatto valore dei beni da assicurare (si pensi ad esempio al valore del contenuto).

Non esiste una soluzione migliore e una peggiore: quel che si può dire è che la polizza a valore intero è più economica rispetto alla “primo rischio assoluto”, ma allo stesso tempo non ama i furbi. In altre parole, il cliente deve indicare una cifra veritiera, altrimenti corre il rischio che la compagnia assicurativa sia.. più furba di lui!

 

 

La partenza intelligente? Quella con la polizza sanitaria in valigia

Estate tempo di vacanze. Per chi si accinge a partire per l’Estero, il passaporto (o la carta di identità) e il biglietto aereo non sono gli documenti da portare con sè: sarebbe bene procurarsi anche un’assicurazione di assistenza sanitaria. E’ infatti evidente che incorrere in un infortunio in Paesi dove la sanità ha costi elevatissimi (Stati Uniti e Canada in primis), oppure in altri dove le strutture sanitarie scarseggiano, può significare compromettere gravemente la salute e il portafoglio.

Per viaggiare sicuri è sufficiente preoccuparsi prima, nel vero senso della parola, cioè occuparsene prima.

ASSISTENZA IN VIAGGIO. Questa è la prima copertura essenziale da mettere in valigia. La compagnia, in caso di malattia o infortunio dell’assicurato in viaggio, tramite una centrale operativa organizza ed eroga – 24 ore su 24 – le seguenti prestazioni:

  • consulenza medica telefonica
  • invio di un medico
  • invio medicinali urgenti
  • traduzione della cartella clinica
  • segnalazione di un medico specialista
  • interprete a disposizione via telefono
  • trasporto – rientro sanitario
  • viaggio di un familiare
  • rientro dell’assicurato al proprio domicilio

SPESE MEDICHE. L’assicurazione sanitaria è decisiva anche (e soprattutto) quando arriva.. il conto. Queste le principali prestazioni offerte:

  • pagamento diretto delle spese sanitarie e chirurgiche (con massimali che dipendono dal Paese)
  • rimborso delle spese di trasporto dal luogo dell’evento al centro medico di pronto soccorso o di primo ricovero
  • rimborso delle spese per visite mediche e/o farmaceutiche purchè sostenute a seguito di prescrizione medica
  • rimborso delle spese mediche di bordo o delle spese per cure odontoiatriche urgenti (un banale mal di denti!)
  • rimborso delle spese per cure riabilitative, incluse le fisioterapiche, sostenute in seguito a infortunio o malattia occorsi in viaggio e che abbiano determinato un ricovero ospedaliero

Per informazioni o per un preventivo veloce, visita la pagina Contatti.

 

Vuoi fare un regalo allo Stato? Allora lascia il TFR in azienda

I vantaggi fiscali della previdenza complementare (o pensione integrativa) si possono riassumere in tre parole:

Per Prestazioni” si intendono quelle offerte dalle forme pensionistiche sia durante il periodo di versamento (anticipazioni e riscatto) che al momento del pensionamento (rendita pensionistica o capitale maturato). Vediamo di cosa si tratta.

TFR. Innanzitutto il Trattamento di Fine Rapporto. Al momento del pensionamento, chi lo avrà lasciato in azienda subirà una tassazione con aliquota IRPEF corrispondente alla media del reddito imponibile degli ultimi 5 anni: oggi è il 23% per i redditi fino a 15.000 euro; il 27% per i redditi da 15.001 a 28.000 euro; il 38% da 28.001 a 55.000; il 41% da 55.001 a 75.000; il 43% oltre i 75.000 euro.

Il TFR versato in previdenza complementare, in sede di prestazione, beneficia invece di un’aliquota agevolata, che è pari al 15% per i primi 15 anni di permanenza nel fondo, indipendentemente dal reddito percepito. Dal 16° anno l’aliquota si riduce dello 0,30% ogni anno, fino ad un minimo del 9%, che si ottiene con 35 anni di partecipazione.

Tradotto in euro, se ho 50.000 di TFR accumulato in azienda, la mia tassazione sarà compresa tra gli 11.500 e i 21.500 euro (cioè tra il 23 e il 43%). Se invece la stessa somma sarà stata destinata ad un fondo pensione, la tassazione sarà compresa tra i 4.500 e i 7.500 euro, dipende dal numero di anni di permenenza nel fondo stesso. La differenza è sostanziale.

ANTICIPAZIONI. Altro vantaggio fiscale lo si riscontra se e quando richiederemo un anticipo del TFR al fondo pensione. Se l’anticipo è chiesto per sostenere spese sanitarie per sè, il coniuge o i figli, la tassazione è quella agevolata vista in precedenza, cioè dal 15% in giù. Per ogni altra esigenza (compreso l’acquisto/ristrutturazione prima casa per sè o per i figli) l’aliquota sale al 23%.

Se però il TFR è lasciato in azienda, la tassazione per l’anticipo TFR sarà del 23% per i redditi fino a 15.000 euro, del 27% per i redditi compresi tra 15.001 e 28.000 euro, del 38% da 28.001 a 55.000, ecc.

In conclusione, il beneficio fiscale sarà maggiore per i redditi imponibili più elevati e crescerà all’aumentare dei contributi versati.

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