L’Immobiliare Bandini (Forlì) lancia l’operazione “Casa Garantita”

Nella foto: l’agente immobiliare Gabriele Bandini (a sinistra) e l’acquirente Walter Fiore (a destra), con l’assicurazione casa in mano.

Piccole grandi soddisfazioni del mio lavoro. Gabriele Bandini è un’agente immobiliare di Modigliana (con una sede anche a Forlì) che ha scelto di offrire ai suoi clienti un’opportunità in più, cioè metterli in contatto con un consulente – nella fattispecie il sottoscritto – che li sappia consigliare su come assicurare correttamente la propria abitazione: la casa, come si dice, è l’investimento più importante nell’arco di una vita, e come tale va trattato. Non esiste infatti buon investimento che non sia accompagnato dalle giuste garanzie.

E’ quindi una gioia vedere un ragazzo come Walter Fiore (nella foto) acquistare casa e scegliere di assicurarla con Allianz, la principale compagnia per la quale lavoro. Così come sarà un piacere seguire il cliente negli anni a venire, in modo da garantirgli una polizza sempre aggiornata, in base alle sue esigenze.

Gli inglesi la chiamano “win-win situation”, cioè una situazione vantaggiosa per tutti: per l’agenzia immobiliare (che si distingue offrendo un servizio professionale e pertinente), per il cliente (che beneficia di una consulenza, peraltro gratuita) e infine per il consulente assicurativo (che ha l’opportunità di acquisire un nuovo cliente).

 

 

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Assicurazione a valore intero o a primo rischio assoluto? Ecco spiegata la differenza

Quando si assicura la propria abitazione, è possibile scegliere tra due forme di tutela. E’ dunque fondamentale conoscerne la differenza.

  • A VALORE INTERO. Richiede al cliente di indicare, come somma da assicurare, il valore intero dei beni (fabbricato più contenuto oppure solo uno dei due). Nel caso in cui, al momento del sinistro, il valore assicurato risultasse inferiore al valore effettivo dei beni presenti, il cliente verrebbe rimborsato solo di una parte proporzionale del danno (Regola proporzionale).
  • A PRIMO RISCHIO ASSOLUTO. Permette al cliente di stabilire il valore da assicurare indipendentemente dal valore effettivo dei beni. In caso di sinistro non si controllerà la corrispondenza di quanto assicurato con il valore dei beni presenti in casa, ma si risponderà del danno fino al limite della somma assicurata, senza applicazione della regola proporzionale. Questa seconda impostazione, sicuramente più semplice, agevola il cliente qualora risulti particolarmente complesso individuare l’esatto valore dei beni da assicurare (si pensi ad esempio al valore del contenuto).

Non esiste una soluzione migliore e una peggiore: quel che si può dire è che la polizza a valore intero è più economica rispetto alla “primo rischio assoluto”, ma allo stesso tempo non ama i furbi. In altre parole, il cliente deve indicare una cifra veritiera, altrimenti corre il rischio che la compagnia assicurativa sia.. più furba di lui!

 

 

La partenza intelligente? Quella con la polizza sanitaria in valigia

Estate tempo di vacanze. Per chi si accinge a partire per l’Estero, il passaporto (o la carta di identità) e il biglietto aereo non sono gli documenti da portare con sè: sarebbe bene procurarsi anche un’assicurazione di assistenza sanitaria. E’ infatti evidente che incorrere in un infortunio in Paesi dove la sanità ha costi elevatissimi (Stati Uniti e Canada in primis), oppure in altri dove le strutture sanitarie scarseggiano, può significare compromettere gravemente la salute e il portafoglio.

Per viaggiare sicuri è sufficiente preoccuparsi prima, nel vero senso della parola, cioè occuparsene prima.

ASSISTENZA IN VIAGGIO. Questa è la prima copertura essenziale da mettere in valigia. La compagnia, in caso di malattia o infortunio dell’assicurato in viaggio, tramite una centrale operativa organizza ed eroga – 24 ore su 24 – le seguenti prestazioni:

  • consulenza medica telefonica
  • invio di un medico
  • invio medicinali urgenti
  • traduzione della cartella clinica
  • segnalazione di un medico specialista
  • interprete a disposizione via telefono
  • trasporto – rientro sanitario
  • viaggio di un familiare
  • rientro dell’assicurato al proprio domicilio

SPESE MEDICHE. L’assicurazione sanitaria è decisiva anche (e soprattutto) quando arriva.. il conto. Queste le principali prestazioni offerte:

  • pagamento diretto delle spese sanitarie e chirurgiche (con massimali che dipendono dal Paese)
  • rimborso delle spese di trasporto dal luogo dell’evento al centro medico di pronto soccorso o di primo ricovero
  • rimborso delle spese per visite mediche e/o farmaceutiche purchè sostenute a seguito di prescrizione medica
  • rimborso delle spese mediche di bordo o delle spese per cure odontoiatriche urgenti (un banale mal di denti!)
  • rimborso delle spese per cure riabilitative, incluse le fisioterapiche, sostenute in seguito a infortunio o malattia occorsi in viaggio e che abbiano determinato un ricovero ospedaliero

Per informazioni o per un preventivo veloce, visita la pagina Contatti.

 

Vuoi fare un regalo allo Stato? Allora lascia il TFR in azienda

I vantaggi fiscali della previdenza complementare (o pensione integrativa) si possono riassumere in tre parole:

Per Prestazioni” si intendono quelle offerte dalle forme pensionistiche sia durante il periodo di versamento (anticipazioni e riscatto) che al momento del pensionamento (rendita pensionistica o capitale maturato). Vediamo di cosa si tratta.

TFR. Innanzitutto il Trattamento di Fine Rapporto. Al momento del pensionamento, chi lo avrà lasciato in azienda subirà una tassazione con aliquota IRPEF corrispondente alla media del reddito imponibile degli ultimi 5 anni: oggi è il 23% per i redditi fino a 15.000 euro; il 27% per i redditi da 15.001 a 28.000 euro; il 38% da 28.001 a 55.000; il 41% da 55.001 a 75.000; il 43% oltre i 75.000 euro.

Il TFR versato in previdenza complementare, in sede di prestazione, beneficia invece di un’aliquota agevolata, che è pari al 15% per i primi 15 anni di permanenza nel fondo, indipendentemente dal reddito percepito. Dal 16° anno l’aliquota si riduce dello 0,30% ogni anno, fino ad un minimo del 9%, che si ottiene con 35 anni di partecipazione.

Tradotto in euro, se ho 50.000 di TFR accumulato in azienda, la mia tassazione sarà compresa tra gli 11.500 e i 21.500 euro (cioè tra il 23 e il 43%). Se invece la stessa somma sarà stata destinata ad un fondo pensione, la tassazione sarà compresa tra i 4.500 e i 7.500 euro, dipende dal numero di anni di permenenza nel fondo stesso. La differenza è sostanziale.

ANTICIPAZIONI. Altro vantaggio fiscale lo si riscontra se e quando richiederemo un anticipo del TFR al fondo pensione. Se l’anticipo è chiesto per sostenere spese sanitarie per sè, il coniuge o i figli, la tassazione è quella agevolata vista in precedenza, cioè dal 15% in giù. Per ogni altra esigenza (compreso l’acquisto/ristrutturazione prima casa per sè o per i figli) l’aliquota sale al 23%.

Se però il TFR è lasciato in azienda, la tassazione per l’anticipo TFR sarà del 23% per i redditi fino a 15.000 euro, del 27% per i redditi compresi tra 15.001 e 28.000 euro, del 38% da 28.001 a 55.000, ecc.

In conclusione, il beneficio fiscale sarà maggiore per i redditi imponibili più elevati e crescerà all’aumentare dei contributi versati.

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Vuoi pagare meno tasse? Fatti una pensione integrativa

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Le tasse, si sa, sono il cruccio degli italiani. Un po’ perchè sono oggettivamente alte – i dati in questo senso sono sconfortanti -, un po’ perchè i servizi che si ricevono in cambio sono talvolta inadeguati.

Ma c’è un modo perfettamente legale per abbassare i proprio redditi (siano essi da lavoro dipendente, autonomo o reddito d’impresa) e quindi pagare meno tasse, cioè versare denaro in una pensione complementare.

La previdenza integrativa (o pensione complementare) comprende tutti quei prodotti che permettono di costruire una pensione destinata ad integrare quella pubblica obbligatoria.

Lo Stato, per andare incontro a chi fa questa scelta, ha introdotto una serie di agevolazioni fiscali che riguardano:

  • Il versamento dei contributi
  • I rendimenti generati dalla gestione
  • Le prestazioni offerte dalle forme pensionistiche, sia durante il periodo di versamento (anticipazioni e riscatti) che al momento del pensionamento (rendita pensionistica o capitale maturato).

Qui ci limitiamo ad esaminare il primo punto, quello relativo alla contribuzione.

Puoi dedurre dal tuo reddito complessivo i contributi che hai versato, fino al limite di 5.164,57 € all’anno. Tale importo comprende anche l’eventuale contributo del tuo datore di lavoro e i versamenti che puoi avere effettuato a favore dei soggetti fiscalmente a tuo carico; è esclusa la quota del TFR. L’agevolazione fa diminuire l’imposta che devi pagare in base al reddito.

Facciamo un esempio:

  • Il sig. Rossi è un lavoratore dipendente che non aderisce alla previdenza complementare; nell’ipotesi in cui il suo reddito lordo sia di 30.000 euro, la tassazione sulla base delle aliquite IRPEF attualmente in vigore è pari a 7.7.20 euro.
  • il sig. Bianchi è un lavoratore dipendente con lo stesso reddito annuo lordo che aderisce a una forma pensionistica complementare versando un contributo pari al 4% del reddito e cioè 1.200 euro.
  • il sig. Bianchi deduce l’importo del suo versamento dal reddito imponibile, che risulta quindi pari a 28.800 euro. La tassazione sulla base delle aliquite IRPEF attualmente vigenti è pari a 7.264 euro. In sintesi, il sig. Bianchi aderendo alla previdenza complementare ha beneficiato in quell’anno di una riduzione del carico fiscale di 456 euro.

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Polizze connesse ai mutui: 6 cose da sapere

La copertura Incendio va considerata come una tutela fondamentale, se si pensa che ogni anno in Italia vengono registrati ben 1.500 incendi di abitazioni con danni gravissimi.

Chiunque abbia stipulato un mutuo per l’acquisto della casa sa che c’è l’obbligo di assicurare l’immobile per danni da incendio e scoppio: la polizza può essere fatta in banca (in questo caso la banca funge da intermediario tra il cliente e la compagnia assicurativa) oppure sottoscritta direttamente con un’agenzia assicurativa di proprio gradimento.

La scelta dovrebbe essere libera, ma a volte accade che le banche forzino la mano e impongano ai clienti la loro assicurazione (l’Ivass ha bacchettato più volte gli istituti di credito in questo senso, già a partire dal decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201).

L’obiettivo di questo post è fare luce su 6 punti fondamentali delle polizze incendio abbinate ai mutui, in modo che il Cliente possa avvicinarsi a questo prodotto in modo consapevole:

  1. Innanzitutto, qual è l’importo esatto della garanzia? Verificare che il valore assicurato sia in linea con il valore reale dell’abitazione, altrimenti – in caso di sinistro – si rischia una forte penalizzazione, a causa dell’applicazione della regola proporzionale.
  2. Alcune banche chiedono che la polizza incendio venga pagata in via anticipata per tutta la durata del finanziamento, decurtando l’importo dell’assicurazione da quello del mutuo. In questi casi l’importo della garanzia è inizialmente pari a quello del mutuo (quindi sensibilmente inferiore al valore della casa) e poi addirittura decresce con il passare degli anni. Tradotto in euro, se acquisto un appartamento di 150.000 euro e faccio 100.000 euro di mutuo, la polizza mi coprirà inizialmente 100.000 euro; poi, se dopo dieci anni il debito residuo sarà sceso a 70.000 €, anche la polizza coprirà un massimo di 70mila. Una somma largamente insufficiente per un appartamento pagato 150.000 euro.
  3. La polizza incendio abbinata al mutuo ha sempre un vincolo a favore della banca: ciò significa che, se si verifica un sinistro, viene risarcito l’istituto di credito in qualità di beneficiario, non il mutuatario.
  4. La polizza incendio abbinata al mutuo genera la falsa convinzione di aver tutelato sia il fabbricato (locali) che il loro contenuto; in realtà, gli unici danni coperti sono quelli del fabbricato (lo stesso tipo di protezione viene offerto dalla garanzia incendio che copre il condominio).
  5. Al giorno d’oggi i danni maggiori alle abitazioni provengono dai fenomeni metereologici particolarmente violenti: nevicate, grandinate, nubifragi, trombe d’aria, ecc. Tutte situazioni che non sono comprese nella “classica” polizza incendio, ma andrebbero inserite come garanzia aggiuntiva. La buona notizia è che questa estensione assicurativa costa poco (20 € all’anno per un appartamento di medie dimensioni).
  6. Infine il ricorso terzi. Chi è costui? Questa garanzia consente di tutelare i Clienti nel caso in cui risultassero responsabili per i danni da incendio causati ai beni altrui. E’ una garanzia fondamentale, se si considera che fiamme e fumo possono propagarsi velocemente e molto spesso causare danni anche ingenti alle strutture comuni, ad appartamenti attigui ed a strutture circostanti. Credeteci o no, quasi tutte le polizze incendio abbinate al mutuo non comprendono il ricorso terzi.

Morale della favola: se avete un’unica polizza sulla casa, ed è quella fatta obbligatoriamente con il mutuo, sarebbe bene tirarla fuori dal cassetto e leggerla; potreste scoprire di essere sottoassicurati. Come si dice, prevenire è meglio che curare.

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